L’orgoglio di essere Emilia-Romagna nel mondo

L’orgoglio di essere Emilia-Romagna nel mondo

L’orgoglio di essere Emilia-Romagna nel mondo

Valori e idee per nutrire la terra. I prodotti alimentare che raccontano l’Emilia-Romagna
La tradizione che incontra l’innovazione
La cottura nelle caldaie di rame, i gesti sapienti dei maestri casari, il lento invecchiamento. Un prodotto
che viene fatto oggi come nove secoli fa: nessun additivo e conservante, solo il latte pregiato della zona
d’origine, caglio e sale. In un territorio circoscritto dai fiumi Po e Reno, dove operano circa 400 piccoli
caseifici artigianali.
Il Parmigiano-Reggiano è solo una delle eccellenze enogastronomiche dell’Emilia-Romagna, la regione
che vanta il più ricco patrimonio di prodotti tipici italiano ed europeo. Un paniere di 39 Dop e Igp ai
quali si aggiungono oltre 300 specialità tradizionali, 29 vini Doc, Docg e Igt, decine di grandi marchi
simbolo del made in Italy.
Come il Prosciutto di Parma, che viene fatto a sud della via Emilia, tra il fiume Enza e il torrente
Stirone, perché solo qui si realizzano le particolari condizioni climatiche necessarie alla stagionatura. O
l’Aceto Balsamico tradizionale di Modena e Reggio Emilia, che deve invecchiare almeno 12 anni e
passare attraverso un processo di progressiva concentrazione prima di assumere quelle caratteristiche
organolettiche che ne fanno un prodotto unico al mondo.
E ancora: l’Olio extravergine di Brisghella, la Pesca e Nettarina di Romagna, l’Asparago di Altedo,
la Mortadella di Bologna, il Culatello di Zibello. E i vini tipici dell’Emilia-Romagna: il Pignoletto, il
Lambrusco, l’Ortrugo, il Sangiovese…
Materie prime di qualità, tecniche di coltivazione e di produzione rispettose dell’ambiente e della salute
dei consumatori, disciplinari rigorosi, tracciabilità, controlli lungo tutta la filiera.
La tradizione che incontra l’innovazione.
Eccellenze in cui si ritrova il gusto per il buon vivere di questa terra, ma anche il rispetto di regole e
procedure rigorose, unico vero baluardo contro le contraffazioni.
Prodotti che possono nascere solo qui, in un territorio straordinariamente ricco di biodiversità, di storia, di
cultura. Prodotti che in tutto il mondo parlano dell’Emilia-Romagna e della sua gente.
Un’agricoltura che fa bene all’ambiente. Obiettivi comuni
per il benessere di tutti, verso nuovi traguardi di
sostenibilità
Produrre di più, produrre meglio, rispettando l’ambiente. È questa la grande sfida di oggi e di
domani, in tutto il mondo. La strada obbligata per un’agricoltura che voglia essere strumento di
uno sviluppo pienamente sostenibile, anche sul piano economico e sociale.
L’Emilia-Romagna ha fatto proprio questo obiettivo da tempo. Fin dagli anni Settanta quando è
stata pioniera della lotta integrata per ridurre la chimica sui campi. Le intuizioni di allora sono
diventate oggi pratica diffusa e quell’impegno è stato indirizzato verso altri, ulteriori obiettivi.
Il no convinto agli Ogm, il sostegno al biologico, l’agricoltura di precisione e conservativa,
la tutela della biodiversità, gli investimenti in innovazione per saldare l’interesse della
collettività con quello della singola azienda agricola. Perché ridurre il consumo di risorse naturali
significa anche ridurre i costi aziendali e aumentare la competitività.

Grazie al Psr 2007- 2013 sono stati investiti oltre 12 milioni per l’innovazione e lo sviluppo pre-
competitivo, 20 milioni per la formazione e la consulenza tecnica, mentre la ricerca ha potuto

contare su circa 33 milioni di euro.
Nello stesso periodo in Emilia-Romagna gli interventi agro- ambientali hanno interessato il 20%
della superficie agricola, le concimazioni azotate sono calate del 40%, il fosforo del 60%, l’uso di

agrofarmaci del 40%, le emissioni di CO2 in atmosfera di 200 mila tonnellate all’anno. Grazie a
Irrinet, un servizio innovativo che permette un’irrigazione su misura in base al tipo di coltura e
alle previsioni meteorologiche, il consumo di acqua nei campi e’ calato del 20%.
Frenare il consumo di suolo, tagliare le emissioni in atmosfera, consumare meno acqua .
Obiettivi comuni per il benessere di tutti, che vanno perseguiti insieme, istituzioni e imprese,
verso nuovi traguardi di sostenibilità.
Un agroalimentare che vale. La grande industria alimentare
emiliano-romagnola
Da una grande agricoltura una grande industria alimentare. L’Emilia-Romagna è la prima regione
italiana per export dei prodotti agroalimentari nei mercati esteri, con un valore di 5 miliardi 470
milioni di euro e una quota pari al 16% del totale nazionale.
In tutto il mondo l’Emilia-Romagna è sinonimo di prodotti eccellenti, spesso imitati, mai eguagliati: dal
Prosciutto di Parma al Parmigiano Reggiano; dall’Aceto Balsamico tradizionale di Modena e Reggio
Emilia ai grandi vini del territorio come il Pignoletto, il Lambrusco, il Sangiovese.
Dietro questo primato c’è l’amore per la propria terra, il gusto per le cose fatte bene, ma anche la
centralità del lavoro, meglio se insieme, condividendo obiettivi comuni.
Organizzazione, innovazione, internazionalizzazione. Quello emiliano-romagnolo è un sistema
fortemente integrato che può contare su 73.466 imprese agricole, 4.968 imprese agroalimentari, 51
Organizzazioni di produttori, filiere e distretti. L’ortofrutta e il vitivinicolo, il latte, la zootecnia, i cereali.
Determinante il ruolo della cooperazione, con 778 imprese cooperative che da sole valgono il 60%
della produzione regionale e un terzo del fatturato delle coop italiane.
La produzione lorda vendibile dell’agricoltura emiliano-romagnolo vale 4,35 miliardi di euro, mentre
l’agroalimentare arriva a 20 miliardi di fatturato, il 15% del totale nazionale.
E’ un sistema che investe in competitività, innovazione, ammodernamento. Anche grazie al Psr che nel
periodo 2007-2013 ha messo a disposizione per questi obiettivi risorse per 500 milioni di euro.
Per garantire ai consumatori qualità, sicurezza, tracciabilità dalla “terra alla tavola”.
Associazione delle Nuove Generazioni ed Imprenditori dell’Emilia-Romagna di La Plata e interno della
provincia di Buenos Aires – ANGEER
Asociación Emilia Romagna del Gran La Plata

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